TECNICHE   

 

1) Teatro su misura su temi sociali

2) Action theatre

3) Improvvisazione teatrale

4) Teatro Forum

5) Self Development Theatre

6) Playback theatre

7) Danza Movimento Terapia

8) Psicodramma

 

1) Teatro su misura su temi sociali
Descrizione

Consiste nello scrivere un copione ad hoc relativo a un tema di rilevanza sociale (es. inclusione sociale, disoccupazione, consumo critico, politiche ambientali, disagio giovanile, pari opportunità, commercio equo-solidale, famiglie in difficoltà per problemi di salute di uno o più membri).

La committenza, in stretta collaborazione con i consulenti, partecipa alla stesura della rappresentazione teatrale che verrà realizzata da attori professionisti con il possibile contributo di alcuni partecipanti al progetto.

Obiettivo

Sensibilizzare le persone presenti alla performance teatrale sui temi di rilevanza sociale. Sviluppare competenza di lavoro in Team nel gruppo dei partecipanti che contribuiscono alla messa in scena della rappresentazione.

Numerosità dei partecipanti

Piccolo gruppo di partecipanti che contribuiscono all'allestimento della performance. Tutti gli spettatori presenti alla performance teatrale finale.

 

2) L'Action Theatre
Descrizione

E' una metodologia attiva ed interattiva che comporta il coinvolgimento mente e corpo dei partecipanti, alternando momenti di coinvolgimento emotivo a momenti di rielaborazione cognitiva.

Obiettivo

Le sessioni di animazione consentono al gruppo, che condivide l’esperienza, di costruire strategie e linee d’azione comuni, elaborando anche schemi e comportamenti innovativi rispetto a quelli di routine.

Numerosità dei partecipanti

Piccoli o grandi gruppi (da 10 a 50 persone)
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3) Improvvisazione Teatrale
Descrizione

I canovacci sui quali si basa la rappresentazione teatrale vengono scritti a valle di un processo di analisi organizzativa e poi messi in scena da attori professionisti. Ad ogni improvvisazione segue una fase di discussione utilizzando la modalità del lavoro in piccoli gruppi. Esiste anche la possibilità che i partecipanti prendano parte all’improvvisazione insieme agli attori.

Obiettivo

Sensibilizzare i partecipanti su tematiche di particolare interesse sociale e permettere agli stessi di confrontarsi e proporre soluzioni nei lavori successivi di piccolo gruppo.

Numerosità dei partecipanti

Piccoli o grandi gruppi (da 10 a 50 persone)
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4) Teatro Forum
Descrizione

E’ una delle forme più conosciute ed utilizzate del Teatro dell’Oppresso (ideato da A. Boal in Brasile, a partire dagli anni ’60).
Essa prevede la presentazione di una  scena problematica od oppressiva come stimolo per gli spett-attori. Il pubblico, dopo una prima presentazione, è chiamato ad intervenire per cercare alternative e soluzioni. Lo spettatore può anche essere invitato sul palcoscenico, per sostituire il protagonista e tentare di rappresentare atteggiamenti e comportamenti alternativi.

Obiettivo

Far condividere al gruppo le tematiche critiche, far vedere la situazione da angolature diverse e favorire lo sviluppo di comportamenti e soluzioni alternative. Dare la possibilità allo spettatore di superare il suo stato di passività e trovare  l’energia per affrontare il problema nella vita reale, interrompendo il suo stato di inibizione.

Numerosità dei partecipanti

Gruppi di dimensioni ridotte ed omogenei.
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5) Self Development Theatre
Descrizione

Caratterizza il teatro dello sviluppo individuale sui temi delle competenze comunicative, sicurezza del sé, empowerment personale.

Obiettivo

Far prendere consapevolezza sulle proprie aree forti e di miglioramento del linguaggio del corpo, della voce, della creatività e della flessibilità mentale. Incrementare la consapevolezza del sé e la propria auto-stima.

Numerosità dei partecipanti

Piccoli o grandi gruppi.
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6) Playback Theater
Descrizione

Ideato fa J. Fox e J. Salas negli USA nel 1975, esso trae le sue origini dal teatro della spontaneità di Moreno (psicodramma) ed è una forma teatrale, utilizzata per obiettivi formativi o terapeutici, nella quale uno staff di attori accompagnati da un conduttore mette in scena le storie narrate dal pubblico.

Obiettivo

Far acquisire al narratore della storia maggiore consapevolezza su alcuni comportamenti ed atteggiamenti caratteristici della sua persona e fornire al pubblico la possibilità di immedesimarsi nelle storie narrate.

Numerosità dei partecipanti

Piccoli o medi gruppi.
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7) Danza Movimento Terapia (DMT)
Descrizione

La DMT è una tecnica a mediazione corporea che trae la propria origine dalla danza, dal movimento corporeo e dal processo creativo. Impronta il suo lavoro sulla centralità del corpo intelligente inteso come memoria relazionale da risvegliare.
Partendo dalla percezione corporea (schema corporeo) e immergendosi nella sperimentazione del “gioco” creativo (sensazioni – emozioni - immagini) si giunge gradualmente ad una maggiore consapevolezza di sé, del proprio stile relazionale e comunicativo (non-verbale e verbale), attivando l’emersione e il contatto di quelle risorse individuali celate poiché non consapevoli.

Obiettivo

Attivare livelli sempre maggiori di consapevolezza per promuovere un processo di empowerment della persona che potrà avere ricadute positive sulla capacità di adottare nuove strategie di problem-solving; il metodo  sviluppa inoltre maggiore fluidità di “dialogo” fra il mondo interno della persona e l’ambiente in cui essa agisce.
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8) Psicodramma
Descrizione

Lo psicodramma è un metodo d’approccio psicologico che consente alla persona di esprimere, attraverso la messa in atto sulla scena, le diverse dimensioni della sua vita e di stabilire dei collegamenti costruttivi fra di esse.
Lo psicodramma è dunque un metodo di sviluppo personale basato sulla “messa in azione” dei contenuti del mondo interno.
Sul palcoscenico il protagonista è attivamente impegnato a conoscersi e a sviluppare le sue risorse: egli ascolta le diverse parti del suo mondo interno e relazionale, i suoi dubbi, le sue domande, i suoi talenti, i suoi blocchi, i suoi desideri, i suoi bisogni. Così facendo egli avvia un dialogo interno che lo conduce a cogliere possibili soluzioni ai suoi conflitti interni e/o di relazione con il mondo esterno.
Con lo psicodramma la persona è messa in condizione di ri-sperimentare delle situazioni piuttosto che di raccontarle. La persona impegnata nello psicodramma trova il sostegno di: un psicodrammatista, facilitatore del processo; un gruppo di persone che creano l’ambiente adatto alla messa in scena dei ruoli richiesti per la rappresentazione; uno spazio d’azione (palcoscenico)nel quale si sviluppa la messa in scena; la messa in azione, stimolata dallo psicodrammatista.

Obiettivo

Preparare la persona a svolgere ruoli diversi, permettendogli di uscire da quelli in cui il soggetto ha fallito;
Permettere alla persona di superare situazioni di crisi, attraverso la scoperta di opzioni alternative rispettose di sé e dell’altro.
Grazie allo sviluppo di un dialogo attivo, la persona può imboccare la via del cambiamento che conduce all’autonomia e alla spontaneità creativa.
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