I canovacci sui quali si basa la
rappresentazione teatrale vengono scritti a valle di un processo di
analisi organizzativa e poi messi in scena da attori professionisti. Ad
ogni improvvisazione segue una fase di discussione utilizzando la
modalità del lavoro in piccoli gruppi. Esiste anche la possibilità che i
partecipanti prendano parte all’improvvisazione insieme agli attori.
Obiettivo
Sensibilizzare i partecipanti su tematiche di particolare interesse
sociale e permettere agli stessi di confrontarsi e proporre soluzioni
nei lavori successivi di piccolo gruppo.
Numerosità dei partecipanti
Piccoli o grandi gruppi (da 10 a 50 persone)
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4) Teatro
Forum
Descrizione
E’ una delle forme più conosciute ed utilizzate del Teatro
dell’Oppresso (ideato da A. Boal in Brasile, a partire dagli anni
’60).
Essa prevede la presentazione di una
scena problematica od oppressiva come stimolo per gli
spett-attori. Il pubblico, dopo una prima presentazione, è chiamato
ad intervenire per cercare alternative e soluzioni. Lo spettatore
può anche essere invitato sul palcoscenico, per sostituire il
protagonista e tentare di rappresentare atteggiamenti e
comportamenti alternativi.
Obiettivo
Far condividere al gruppo le tematiche critiche, far vedere la situazione
da angolature diverse e favorire lo sviluppo di comportamenti e soluzioni
alternative. Dare la
possibilità allo spettatore di superare il suo stato di passività e trovare
l’energia per affrontare il problema nella vita reale, interrompendo
il suo stato di inibizione.
Numerosità dei partecipanti
Gruppi di dimensioni ridotte ed
omogenei.
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5) Self Development
Theatre
Descrizione
Caratterizza il teatro dello sviluppo individuale sui temi delle
competenze comunicative, sicurezza del sé, empowerment personale.
Obiettivo
Far prendere consapevolezza sulle proprie aree forti e di miglioramento
del linguaggio del corpo, della voce, della creatività e della
flessibilità mentale. Incrementare la consapevolezza del sé e la propria
auto-stima.
Numerosità dei partecipanti
Piccoli o grandi gruppi.
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6)
Playback Theater
Descrizione
Ideato
fa J. Fox e J. Salas negli USA nel 1975,
esso trae le sue origini dal teatro
della spontaneità di Moreno (psicodramma) ed è una forma teatrale,
utilizzata per obiettivi formativi o terapeutici, nella quale uno staff di
attori accompagnati da un conduttore mette in scena le storie narrate dal
pubblico.
Obiettivo
Far acquisire al narratore della storia maggiore consapevolezza su alcuni
comportamenti ed atteggiamenti caratteristici della sua persona e fornire al
pubblico la possibilità di immedesimarsi nelle storie narrate.
Numerosità dei partecipanti
Piccoli o medi gruppi.
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7)
Danza Movimento Terapia (DMT)
Descrizione
La DMT è una tecnica a mediazione corporea che trae la propria origine
dalla danza, dal movimento corporeo e dal processo creativo. Impronta il
suo lavoro sulla centralità del corpo intelligente inteso come
memoria relazionale da risvegliare.
Partendo dalla percezione corporea (schema corporeo) e immergendosi
nella sperimentazione del “gioco” creativo (sensazioni – emozioni -
immagini) si giunge gradualmente ad una maggiore consapevolezza di sé,
del proprio stile relazionale e comunicativo (non-verbale e verbale),
attivando l’emersione e il contatto di quelle risorse individuali celate
poiché non consapevoli.
Obiettivo
Attivare livelli sempre maggiori di consapevolezza per
promuovere un processo di empowerment della persona che potrà avere ricadute
positive sulla capacità di adottare nuove strategie di problem-solving; il
metodo sviluppa inoltre maggiore fluidità di “dialogo” fra il
mondo interno della persona e l’ambiente in cui essa agisce.
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